Quando nel lontano 1996 cominciai a pensare al progetto “Nido di Polvere” mai avrei immaginato che si sarebbe trasformato in un “progetto di vita”. Mai avrei creduto di possedere la costanza per perseverare su di un tanto controverso soggetto. Eppure eccomi qui, dopo 17 anni, a metterelo nero su bianco, ad esporre per la prima volta ad un vasto pubblico un segreto che ho custodito gelosamente per anni.

B.F.

 

La casa era piena di cianfrusaglie che Barbara raccoglieva in giro e che accumulava, accumulava e non riusciva a buttare via. Mi ricordo mensole piene da sembrare di essere ad un mercato delle pulci. La polvere che si accumulava ovunque era impossibile da debellare eppure io avevo sempre lo strofinaccio in mano…

Testimonianza di una delle Sante Donne

 

Io ad un certo punto volevo sbatterla fuori di casa ma l’altra Santa Donna non me l’ha permesso…

Testimonianza della seconda Santa Donna

 

Cosa fa l’artista? Come agisce la sua interazione col soggetto Nido? Lo fotografa, lo cataloga, lo documenta, lo colleziona e in fine, lo “sintetizza”. Fragogna lavora, studia, approfondisce dal 1996. Noi seguiamo l’artista dai suoi esordi e ne conosciamo intimamente i percorsi, le fasi, le frustrazioni e le vittorie.

In un’intervista del 2008 ci espone le sue perplessità: “Non so, a questo punto ho raccolto centinaia di fotografie su pellicola che immagino di dover digitalizzare prima che sia troppo tardi. Ho comperato finalmente una piccola compatta digitale e ho deciso di dare il ben servito all’analogico ma nel giro di un paio di mesi ho prodotto la stessa quantità di scatti degli ultimi dodici anni. Questo fatto trasborda il mio “discorso” (mima le virgolette con le dita) su di un altro piano estetico. Mi sono chiesta se il Nido ne avrebbe risentito. Ma poi ho osservato empiricamente che il Nido continuava a fare i suoi giri e ad esibirsi nelle sue evoluzioni noncurante del meccanismo interno di quel parallelepipedo metallico al quale io davo esageratamente troppa importanza. Non è il come ma è quello che si vuole dire. E il Nido diceva sotto il termosifone, tra i cavi elettrici, tra gli scatoloni e io registravo e continuo a registrare le sue volontà.”[i]

Si desume da queste parole un grande rispetto nei confronti del Nido.

| IN PROGRESS FOR 17 YEARS

 

When back in 1996 I began to think about the project” Nest Of Dust“ I never imagined that it would turn into a ”life project“. I never thought to possess the persistence to persevere on a subject so controversial. Yet here I am, after 17 years, putting it in black and white, exhibiting it for the first time to a wide audience. A secret that I have treasured for years.

B.F.

 

The house was full of junk that Barbara gathered around and accumulated & accumulated. She could not throw it away. I remember shelves full as to appear to be at a flea market. The dust that accumulated wherever it was impossible to eradicate and yet I always had a reg in my hand …

Testimony of one of the Holy Women

 

At one point I wanted to throw her out of the house but the other Holy Woman did not allow me …

Testimony of the second Holy Women

 

What does the artist do? How does she act her interaction with the subject Nest? She photographs, catalogs, documents it, she collects it and in the end, she “synthesizes” it. Fragogna works, studies, deepens since 1996. We follow the artist from her beginnings, and we know intimately her paths, steps, frustrations and victories.

In an interview in 2008 she exposes her doubts to us: “I do not know, at this point I have collected hundreds of photographs on film that I imagine I have to scan before it is too late. I finally bought a small compact digital camera and I decided to give the well-served to analog but within a couple of months I have produced the same amount of shots as the last twelve years. This fact transships my “speech” (mimes quotes with fingers) to another aesthetic level. I wondered if the Nest would suffer. But then I have observed empirically that the Nest continued to make its rounds and to perform in its evolution heedless of the internal mechanism of the rectangular metal box to which I gave too much exaggerated importance. It’s not about how but what you want to say. And the Nest says: under the radiator, between the wires, through the boxes and I am recording and going on recording its will. “[i]

A great respect for the Nest may be inferred from these words.

 


 

LA SCELTA STILISTICA DEL NIDO

 A rigor di coerenza Fragogna avrebbe potuto usare un termine più appropriato. Grumo, farragine, groppo, coagulo, gnocco, massa, tartaro, accozzaglia, ammasso, ammucchiata, babele, babilonia, confusione, congerie, fascio, fastello, intrico, mescolanza, mucchio, ridda, nodo, nodulo, bolo, crosta, incrostazione, sedimento. Ci siamo capiti.

Ognuno dei termini sopraelencati però si preclude in accezione negativa. Fragogna vuole discutere il disordine ed il caos nel loro equilibrio cosmico bilanciando come in un sofisticato yin e yang i poli opposti. Il nido infatti ci rimanda di primo acchito al calore, alla madre, all’accoglienza se pensiamo al mondo ornitologico ma se ci soffermiamo sul concetto di nido come “tana” l’associazione più spontana nido- tana non è forse il nido di serpi, il sangue freddo? E’ così che simbolicamente ci possiamo figurare un’idea di nido-taoistico.

Ma l’artista Fragogna è europea. Dai suoi fondamenti culturali non si pescano perle orientali ma piuttosto si riesumano i resti di antiche civiltà mediterranee, prevalentemente greche e romane e quindi apollinee e dionisiache, oppure nordeuropee e quindi tartare, barbare. La sua mitologia è archologica e quindi polverosa. Il suo nido è una nebulosa, una galassia micro e macrocosmica. Una massa universale che tende all’agglutinarsi delle parti, un bilancio di attrazioni e repulsioni che equilibra il senso. L’allegoria degli equilibri sociali, politici, relazionali, un passo a due e un ballo di gruppo. Nel nido si viene generati e dal nido si deve spiccare il volo. La partenza e l’arrivo, il transito, il passaggio.

Il concetto di nido costruito con pazienza dallo sforzo del soggetto e il nido composto dal caso dal motus non casuale di una ramazza che cerca l’ordine oggettuale. Particole coerenti agglomerate. Parti organiche ed inorganiche relative e specifiche all’ambiente in cui il nido si forma.

Il nido è locus et corpus e quindi l’identità e il Sè. (Immagina Leonard Cohen che legge questo testo! Cioè con la sua voce profonda e sensuale intendo.)

 

Grande nebulosa di Orione

Grande nebulosa di Orione

 

Nebulosa del Granchio

Nebulosa del Granchio

 

THE STYLISTIC CHOICE OF THE NEST

 In the strict consistency Fragogna couldn’t have used a more appropriate term. Lump, clump, mass, agglomeration, ball, bit, block, bulge, bulk, bump, bunch, cake, chip, chunk, cluster, crumb, dab, gob, group, growth, handful, hunk, knot, knurl, lot, morsel, mountain, much, nugget, part, peck, piece, pile, portion, protrusion, protuberance, scrap, section, solid, spot, swelling, tumescence, tumor, wad, wedge. You know what I mean.

Each of the items listed above, however, precludes itself in a negative sense. Fragogna wants to discuss the disorder and chaos in their cosmic balance balancing like a sophisticated yin and yang the opposite poles. The nest in fact reminds us at first glance to heat, mother, reception if we think of the ornithological world, but if we focus on the concept of nest as a “den” the more spontaneous association nest-hole isn’t perhaps the nest of snakes, the cold-blooded? This is how we can symbolically figure out the idea of a Taoist-nest.

But the artist Fragogna is European. From her cultural seabed she is not fishing Oriental pearls but rather she exhumes the remains of ancient Mediterranean civilizations, mainly Greek and Roman which are Apollonian and Dionysian, or northern European and then tartar, barbaric. Her mythology is archaeological and consequently dusty. Her nest is a nebula, a micro and macrocosmic galaxy. A universal mass which tends to agglutinate the particles, a balance of attraction and repulsion that equipoises the way. The Allegory of the social, political, relational composition, a two-step and a dance group. In the nest we are generated and from the nest we have to fly away. Departure and arrival, transit and transition.

The concept of a nest built with patience by the effort of the subject and the nest made up by a not random motus of a broom that seeks an objectual order. Consistent agglomerated particles. Organic and inorganic parts relative to a specific environment in which the nest is formed.

The nest is locus et corpus so it is the identity and the self. (Imagine Leonard Cohen reading this text! With his deep and sexy voice, I mean.)

 

Galassia -M77

Galassia -M77

 

Galassia di Andromeda

Galassia di Andromeda

 


 

La polvere, rigorosamente domestica, è un insieme di polveri atmosferiche e polveri provocate dagli abitanti, ospiti, frequentatori di una casa a causa di pelle, capelli, unghie, fibre di vestiti, briciole, dai vari resti e rimasugli di ogni attività svolta a seconda dei casi e delle giornate e soprattutto da acari ed altre bestiole.

La polvere di case è di solito di colore grigio perchè composta principalmente dalle cellule morte della pelle umana.
La pelle secca che il nostro corpo espelle, infatti, assume nel tempo un colore grigio.

Ogni nido di polvere è originale. Ogni nido di polvere è vivo.
Ogni Nido Di Polvere racconta una storia senza la pretesa di raccontare una storia.

The powder, strictly domestic, is a set of atmospheric dust and dust generated by the residents, guests, patrons of a house due to skin, hair, nails, clothing fibers, crumbs, from the various remains and remnants of any activity carried on depending on the cases and activities and especially composed by mites and other critters.

The dust of houses is usually gray in color because it consists mainly of dead cells of human skin.
The dry skin that our body expels, in fact, assume a gray color over time.

Each nest of dust is original. Each nest of dust is alive.
Each Nest Of Dust tells a story without trying to tell a story.

 

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Seconda Parentesi | UN PICCOLO SFOGO

In arte contemporanea c’è questa isteria nel non voler raccontare una storia a tutti i costi. Non ne capisco la ragione o cosa ci sia di male. Soprattutto però non capisco perchè, anche nei casi (quasi tutti) in cui è evidente che si può, volendo, leggere una storia, l’autore faccia di tutto e di più pur di ammettere che si, forse un uomo alla toeletta, davanti ad uno specchio con un rasoio in mano e uno sbaffo di bianco sulla mascella può suggerire che si sta facendo la barba… e ci chiediamo per incontrare chi, per andare dove. Sto toccando il mostro sacro ma scusa Francis (Bacon), anche tu però… (D. Sylvester, Interviste a Francis Bacon. Skyra)
(chiusa parentesi)

Forse nella sua autonomia di pensiero il Nido non vuole raccontare nessuna storia ma a noi pare che Fragogna invece una storia ce la stia raccontando e forse anche più di una. Forse tre.

 

  1. LA STORIA DEL PERO

 Chi “casca” dal pero, sperimenta un doloroso impatto con la realtà, dopo essere stato per troppo tempo nel mondo illusorio dei propri pensieri, o della propria infanzia, ecc.

Prima di cascare dal pero bisogna salire sul pero.

 

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Second Parenthesis | A LITTLE OUTBURST

In contemporary art there is this hysteria in not wanting to tell a story no matter how. I do not understand the reason or what’s wrong in it. Above all, I don’t understand why, even in cases (almost all) in which it is clear that you can, if desired, read a story, the author does everything and more just to avoid to admit that yes, maybe a man in the bathroom, in front of a mirror with a razor in his hand and a smudge of white on the jaw may suggest that that he is shaving… and then we wonder who he’s going to meet and where he’s going. I’m touching the sacred monster but excuse me Francis (Bacon), even though you… (D. Sylvester, Interviews with Francis Bacon. Skyra)
(parenthesis closed)

Perhaps in its independence of thought the Nest doesn’t want to tell any story but it seems to us that Fragogna instead is telling us a story and maybe even more than one. Maybe three.

  1. THE STORY OF THE PEAR TREE

Who “falls” from the pear tree, experiences a painful impact with reality, after having been too long in the illusory world of his thoughts, or his childhood, etc..

Before the fall, however, you have to climb the pear tree.

 


 

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SACCOTTINI DI PASTA SFOGLIA CON TALEGGIO, PERE e NOCI

I saccottini di pasta sfoglia sono dei morbidi gusci di pasta croccante che vengono prima farciti con deliziosi ripieni salati e poi cotti al forno.

Abbiamo preparato questi saccottini con un delicato ripieno di taleggio, pere e noci, ma naturalmente ci si può sbizzarrire con altri fantasiosi ripieni!

Preparare l’impasto dei saccottini è davvero semplicissimo: basta acquistare un rotolo di pasta sfoglia.

I saccottini farciti sono degli ottimi antipasti caldi, ma possono anche essere preparati in anticipo e gustati freddi come spuntino o consumati durante un pic-nic!

INGREDIENTI x 4 saccottini

  • Rotolo di pasta sfoglia
  • 100 g di taleggio
  • 2 pere
  • 50 g di gerigli di noce
  • 1 uovo
  • Stendete il rotolo di pasta sfoglia e dividetelo in quattro
  • Su ogni parte adagiate sopra una fetta proporzionata di taleggio, due fettine di pera e la granella di noci b.
  • Arrotolate ogni parte avendo cura che non fuoriesca il
  • Spennellate ognuna di albume.
  • Adagiatele su carta forno e cuocetele a 180°.

Al contadino non far sapere quanto è buono il taleggio con le pere.”

 

PUFF PASTRY POUCHES WITH TALEGGIO CHEESE, PEARS AND WALNUTS

The puff pastry pouches are soft shells of crispy pastry that are first filled with delicious savory fillings and then baked.

We have prepared these pouches with a delicate filling of Taleggio cheese, pears and walnuts, but of course you can indulge with other imaginative fillings!

Prepare the mixture of pouches is really easy: just buy a roll of puff pastry.

The pouches stuffed are beautiful hot appetizers, but they can also be prepared in advance and enjoyed cold as a snack or for consumption during a picnic!

INGREDIENTS for 4 pouches

  • Roll puff pastry
  • 100 g taleggio
  • 2 pears
  • 50 g of walnut
  • 1 egg
  • Roll out the puff pastry roll and divide it into four
  • On each side lay above a proportionate slice of taleggio, two slices of pear and chopped
  • Roll each part taking care that the filling does not spill out.
  • Brush each pouch with the albumen.
  • Lay them on baking paper and cook at 180°.

“To the farmer don’t let know how good the cheese with pears is though.”

 


 

2.a LA STORIA DEL MELO (PARTE PRIMA)

 Si racconta che Newton nel 1666, l’annus mirabilis, fosse seduto sotto un melo nella sua tenuta a Woolsthorpe quando una mela gli cadde sulla testa. Ciò, sempre secondo la leggenda, lo fece pensare alla gravitazione e al perché la Luna non cadesse sulla terra come la mela. Iniziò a pensare dunque a una forza che diminuisse con l’inverso del quadrato della distanza, come l’intensità della luce.

La legge di gravitazione universale (di NEWTON) applicata al Nest

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Terza Parentesi | AGLI SCIENTI PIGNOLI

 Chi la sa, la sa già, chi non la sa, non la impara certo da un copia incolla con licenza poetica da Wikipedia ma mi piace l’effetto grafico e mi piace l’astrazione, uomini e donne di scienza, non prendetemi sul serio seriamente ma prendetemi sul serio in senso lato, grazie.

(chiusa parentesi)

La legge di gravitazione universale afferma che due punti materiali si attraggono con una forza di intensità direttamente proporzionale al prodotto delle masse dei singoli corpi e inversamente proporzionale al quadrato della loro distanza. Questa legge, espressa vettorialmente, diventa:

\nest {F}_{2,1}(\nest r) = \frac{ G\ m_1 m_2 }{r^3} \nest r = \frac{ G\ m_1 m_2 }{r^2} \nest u

 dove \nest {F}_{2\,1} è la forza con cui l’oggetto 1 è attratto dall’oggetto 2, G è la costante di gravitazione universale, che vale circa 6,67 × 10-11 Nm²/kg2, m1 e m2 sono le masse dei due corpi, \nest r = \nest {r}_1 – \nest {r}_2 è il vettore congiungente i due corpi (supposti puntiformi) e r è il suo modulo; nella seconda espressione della forza (che evidenzia il fatto che il modulo della forza è inversamente proporzionale al quadrato della distanza) \nest u = \frac{\nest {r}}{r} rappresenta il versore (unitario) che individua la retta congiungente i due punti materiali.

Definito il vettore accelerazione di gravità:

\nest g=\frac{\nest F_g}{m_1}

la legge di gravitazione universale può essere espressa come:

\nest F_{21}=m_1 \nest g

In prossimità della superficie terrestre il valore di \nest g è approssimativamente:

g \approx 9{,}81 \ \nest{\frac{m}{s^2}}

anche espressa in Newton su kilogrammo di polveri.

N.B.: PER PRINCIPIO DI APPROSSIMAZIONE QUESTA LEGGE È INCONFUTABILE.

 

2.a THE STORY OF THE APPLE TREE (FIRST PART)

In the year 1666 he retired again from Cambridge to his mother in Lincolnshire. Whilst he was pensively meandering in a garden it came into his thought that the power of gravity (which brought an apple from a tree to the ground) was not limited to a certain distance from earth, but that this power must extend much further than was usually thought. Why not as high as the Moon said he to himself & if so, that must influence her motion & perhaps retain her in her orbit, whereupon he fell a calculating what would be the effort of that supposition.

 

 Newton’s law of universal gravitation applied to the Nest
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Third Parenthesis | TO THE PICKY SCIENTISTS

Who knows knows, those who do not know, do not learn from some poetic license of a copy paste from Wikipedia but I like the graphic effect and I like the abstraction. Men and women of science, do not take me seriously seriously but take me seriously in the broadest sense, thank you.

(parenthesis closed)

 

The law of universal gravitation states that two point masses attract each other with a force of intensity directly proportional to the product of the masses of individual bodies and inversely proportional to the square of their distance. This law, expressed vectorially, becomes:

\nest {F}_{2,1}(\nest r) = \frac{ G\ m_1 m_2 }{r^3} \nest r = \frac{ G\ m_1 m_2}{r^2} \nest u

where \ nest {F} _ {2 \, 1} is the force with which the object is attracted by the object 1 2, G is the universal gravitational constant, which is worth about 6.67 × 10-11 Nm ² / kg2 , m1 and m2 are the masses of the two bodies, \ nest r = \ nest {r} _1 – \ nest {r} _2 is the vector joining the two bodies (punctate supposed) and r is its modulus and in the second expression of the strength (which highlights the fact that the magnitude of the force is inversely proportional to the square of the distance) \ nest u = \ frac {\ nest {r}} {r} is the unit vector (per unit) which identifies the straight line joining the two particles.

Defined the vector acceleration due to gravity:

\nest g=\frac{\nest F_g}{m_1}

the law of universal gravitation can be expressed as:

\nest F_{21}=m_1 \nest g

In the vicinity of the earth’s surface the value of \ nest g is approximately:

g \approx 9{,}81 \ \nest{\frac{m}{s^2}}

also expressed in Newton per kilogram of dust.

NB: BECAUSE OFTHE PRINCIPLE OF APPROXIMATION THIS LAW IS IRREFUTABLE.

 


 

2.b LA STORIA DEL MELO (PARTE SECONDA)

 La legge della gravità della situazione (di FRAGOGNA)

I conti tornano. Sempre. Volendo…
Di nuovo sul concetto di: “come te la danno a bere” e del “todo fa brodo”.

Così risolviamo:
L’ultimo mistero di Fatima, la triangolazione del cerchio e la circolazione col triangolo, chi ha colto la prima mela, il codice da vinci e soprattutto il dilemma: ma Biancaneve, ci è o ci fa?
Don’t worry be happy.

 

From up to down: Red Apple, Madonna di Fatima, Snow White, Leonardo’s Vitruvian Man

From top to bottom: Red Apple, Madonna di Fatima, Snow White, Leonardo’s Vitruvian Man

 

2.b THE STORY OF THE APPLE TREE (SECOND PART)

Fragogna’s law of the gravity of the situation

It all adds up. Always. Wanting to …
Again on the concept of“how to give it to drink to the public” and “anything goes”.

So we solve:
The last mystery of Fatima, the triangulation of the circle, who took the first apple,
the da vinci code
and especially the dilemma,
but Snow White, above or below? Do not worry be happy.

 

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Barbara Fragogna, Any Possible Theory (Inkjet print on styrofoam panel, 200 x 200 x 20 cm, 2013)

 


 

3. LA STORIA DEL CACO-logico e caco-fonico

Al deretano non si comanda. “No!” gli diceva “NO!”

Ma che cosa vuoi,
rilassami dei tuoi nèi – tremori maligni
che le peggiori proposte per un meritevole travaglio devono ancora presentarsi.

Imbecille!
Quella era la postura adatta allo specchio. Di spalle!
Nascosto!

Ti si addice l’uso di suoni sterpici e di parole zoppe.
ffrczzrr fffrrczrrr
lingue che nemmeno conosci. Krankenkasse!

Com’è che le regole
sono sempre più rigide
le donne più frigide
e i maschi più trògoli?

Com’è che si dovrebbe
“POTERE”
in funzione di un
“VOLERE”
sterilmente EGOnomico?

“La tua volontà è involontaria!” ti disse. Si.

Chi ascolta per capire sono forse in due. Briscole.
Guarda che belle però quelle foglie accartocciate.

 

3.a THE STORY OF THE CACO-logic and caco-phonic

The backside can not be controlled.

“No!” He told him “NO!”

But what do you want,
relax me of your moles – malignant fremors that the worst proposals for a worthy labor have yet to show up.

Imbecile!
That was the suitable posture in the mirror. Shoulders!
Hidden!

 

It suits you the use of twiggy sounds and lame words.
ffrczzrr fffrrczrrr
languages that you do not even know. Krankenkasse!

How comes that the rules
are increasingly stringent
women more frigid
and males more than troughs?

How comes that you should “CAN”
in function of a “WANT”
unfruitfully EGOnomic?

“Your will is involuntary” she said.           Yes.

Who listens to understand are perhaps two people. Trumps.

But look how beautiful those withered leaves are.

 

 

DON’T STEP ON YOUR INNER DWARF

 

 

[i] A.E., Interviste a B.F. 1996-2012, Ed. Inaudite, 2013, p. 126.

 


 

COPYRIGHT 2013

BARBARA FRAGOGNA