I libri di artisti sono libri o oggetti a forma di libro sulla foggia, configurazione e aspettofinito dei quali l’artista ha avuto un’elevata capacità di controllo; dove il libro è consideratocome opera d’arte in se stessa.

Stephen Bury

 

LA PROMOZIONE DEL NEST

Non molti hanno una chiara idea di cosa sia un Libro D’Artista. Il concetto sfugge anche agli artisti stessi, molto spesso.

Quinta Parentesi | IL LIBRO D’ARTISTA

Il libro d’artista o libro d’arte, è un lavoro artistico realizzato sotto forma di libro, spesso pubblicato come edizione numerata a tiratura limitata, sebbene a volte sia prodotto come oggetto unico e venga chiamato appunto unique.

Libri artistici sono stati prodotti usando una vasta gamma di forme, tra cui rotoli, pieghevoli, concertine, fogli rilegati o liberi contenuti in scatole. Gli artisti si sono occupati di stampa e produzione di libri da secoli, ma il libro d’artista si è affermato principalmente nel XX secolo.

(chiusa parentesi)

Fragogna ha sempre amato i libri d’artista e ha collezionato nei suoi quaderni di appunti decine e decine di idee per possibili edizioni. Nest Of Dust è la sua prima produzione concreta. Mentre stiamo scrivendo il libro, direttamente su foglio InDesign perchè il libro è anche e soprattutto da considerarsi un’opera grafica, non sappiamo ancora se l’edizione limitata di 225 copie verrà effettivamente pubblicata.

Quest’operaatuttotondo non fugge neanche perun istante le regoledel concettuale. Nemmeno nella sua promozione. L’artista Fragogna, come molti artisti dell’epoca della crisi, non naviga nell’abbondanza dei mezzi propri, ma desidera ardentemente stampare l’opera su carta, almeno una. Abbiamo immaginato una piccola campagna di raccolta fondi come oggi va molto di moda e abbiamo lanciato la proposta di acquisto in prevendita di una o più copie del libro (in tre volumi) per la cifra di miseria (lasciatecelo dire) di dieci euro (esclusa spedizione) fino a raggiungere il numero di almeno ottanta (80) libri. Solo dopo aver raccolto il denaro ricavato dalla prevendita sarà possibile stampare il libro (in 225 copie) che verrà successivamente consegnato o inviato ai cari pre-acquirenti sostenitori. Ci sembra una buona idea.

 

| HUMORISM AND FATALITY

 

 “Artists’ books are books or book-like objects over the final appearance of which an artist has had a high degree of control; where the book is intended as a work of art in itself.”

Stephen Bury

 

THE SPONSORSHIP OF THE NEST

 Not many have a clear idea of what an artist’s book is. The concept also escapes the artists themselves, very often.

Fifth Parenthesis | THE ARTIST’s BOOK

Artists’ books are works of art realized in the form of a book. They
are often published in small editions, though sometimes they are produced as one-of-a-kind objects referred to as “uniques”.

Artists’ books have employed a wide range of forms, including scrolls, fold-outs, concertinas or loose items contained in a box as well as bound printed sheet. Artists have been active in printing and book production for centuries, but the artist’s book is primarily a late 20th- century form.

(parenthesis closed)

Fragogna has always loved art books and has collected in her notebooks dozens and dozens of ideas for possible issues. Nest Of Dust is her first concrete production. While we are writing the book, directly on a InDesign sheet (because the book is also and above all to be considered a graphic work) we do not know if the limited edition of 225 copies will actually be published.

This “in the round” work can not escape even for a moment the rules of the conceptual. Even in its promotion. The artist Fragogna, like many artists at the time of the crisis, does not sail in the abundance of her own means, but she longs to print the work on paper, at least one. We imagined a small fundraising campaign like today is very fashionable and we have launched a proposal to purchase in advance one or more copies of the book (in three volumes) for the sum of misery (let us say) of ten euro (excluding shipping) until reaching the number of at least eighty (80) books. Only after collecting the money from the booking we will go to print the book (in 225 copies) which will then be delivered or sent to the dear pre-buyers supporters. It seems a good idea.

 


 

BREVE INTERRUZIONE | MESSAGGIO PROMOZIONALE

 A questo punto la campagna è cozzata contro il piccolo scoglio della noia. Nel giro di una sola settimana siamo riusciti a piazzare quarantasei (46) copie solo via facebook (la nostra campagna è più un crew che un crow funding (certi giochi di parole sono intraducibili, non ce ne abbiate anche se un giochino tra folla e folli non guasterebbe) ma probabilmente il pubblico, già saturo di immagini promozionali in forma di “nido”, non legge più il testo della nostra promozione. Però non siamo ancora alla frutta, anzi, oggi abbiamo cominciato la giornata con l’aperitivo. L’offerta del giorno è: dieci euro per due spritz o per un Nest? Ma il Nest include i due spritz! Tà-Dààn! Cosa non si deve fare. Vi offriamo due spritz perchè acquistiate un libro di dieci euro (prezzo speciale di prevendita) che include già:

  • Tre volumi di cui uno di testi, uno di fotografie originali Fragogna e uno di immagini (disegni, stampe ecc), per non contare che tutti i tre volumi di per sè sono un’opera grafica di non poco livello;
  • numero di edizione e firma autografa dell’artista Fragogna;
  • UN DISEGNO ORIGINALE fatto a mano su una pagina del Vol.3 STUFF;
  • due spritz;
  • e sicuramente qualche altra prova d’amore e di entusiasmo che si accumulerà tra qui e il momento della consegna.

(Fragogna ha già dato via gli organi in un progetto precedente, vi preghiamo di avere pazienza.)

(Un giorno queste edizioni costeranno molto, molto di più… credo.)

Ci permettiamo inoltre di fare qui sotto (Ill. 9 e 10) un esempio di Libro D’Artista (noto) così, per fornirvi un metro di misura. Fragogna non sarà al momento paragonabile a Joseph Beuys per valore di mercato ma Fragogna ha ancora alcuni anni di vita in fronte a sè e una caparbia testa dura.

 

 Joseph Beuys, Beuys und Wolfgang Feelisch, 1972 Photograph copyright Archiv Feelisch. Photo-manipulation in order to avoid the copyright, trick, Fragogna 2013. Joseph Beuys signing copies of "Intuition" in 1972, together with Wolfgang Feelisch, who published the multiple. Ill. 9

Joseph Beuys, Beuys und Wolfgang Feelisch, 1972

Photograph copyright Archiv Feelisch; photo-manipulation in order to avoid the copyright, trick, Fragogna 2013.

Joseph Beuys signing copies of “Intuition” in 1972, together with Wolfgang Feelisch, who published the multiple.

Ill. 9

 


 

SHORT INTERRUPTION | ADVERTISING MESSAGE

At this point the campaign is colliding against the small rock of boredom. Within one week we managed to place forty-six (46) copies only via Facebook (our campaign is no longer a crowd but a crew funding) but probably the public, already saturated with promotional images in the form of “nest”, no longer reads the text of Our promotion. We are not yet to the fruit though, indeed, today we started the day with an aperitif. The deal of the day is: ten euro for a Nest or for 2 spritz? But the Nest includes the two spritz! Tadaan! We offer you two spritz so that you purchase a book of ten euro (special pre-sale) which already includes:

  • Three volumes of which one of texts, one of original photographs and one of images (drawings, prints, etc.), not to mention that all three volumes themselves are not a so bad graphic work;
  • Edition numbered and signature of the artist Fragogna;
  • AN ORIGINAL DRAWING made by hand on a page of the Vol.3 STUFF;
  • Two spritz;
  • And surely some other proof of love and enthusiasm that will be accumulated between here and the time of delivery.

(Fragogna has already given away the organs in a previous project, please be patient.)

(One day these issues will cost much, much more … I hope.)

Here below we would like also to do (Ill. 9 and 10) an example of the artist’s book of a known artist so, to provide a yardstick. Fragogna is probably not be comparable to Joseph Beuys at market value but Fragogna still has a few years of life in front of her and a stubborn hard head as well.

 

Joseph Beuys (German 1921-1986) Institution ,1972; estimate $1000-1500 Ill.10

Joseph Beuys (German 1921-1986) Institution ,1972; estimate $1000-1500
Ill.10

 


 

 

L’opera incomprensibile

è interpretabile.

 

CHI SI E’ INVENTATO GLI STANDARD DEL CONCETTUALE?

Pensa che Botticelli era geloso di Michelangelo. Pensa che Botticelli era un po’ più vecchio (30 anni di differenza) e aveva fatto il suo tempo alla corte dei Medici però immaginati l’ego dell’artista di corte rimpiazzato dal giovincello di belle speranze. Pensa che pure Leonardo aveva avuto ragione di scornarsi con Michelangelo, anche Leonardo era più vecchio (23 anni) e seppure il maestro di Vinci non avesse nulla da invidiare al giovine Buonarroti per una serie di sfortunate circostanze le faccende di quest’ultimo qualche volta gli si incastravano tra le gambe. E pure Raffaello, che gli era di otto anni più giovane, quando si trattava del grande ispiratore, non se la passava poi tanto in scioltezza, come si dice. (Informazioni opinabili rubate a Superquark)

Questo per dire cosa. Per dire che anche quando gli artisti erano quattro gatti appena pure si graffiavano ispidi per quella lisca di pesce che è la fama, l’onore, il pregio, il prestigio, la gloria e la supremazia.

Oggi cosa succede? Succede che siamo milioni! E ce ne dobbiamo inventare una al giorno per mantenere la parvenza di status di IO C’E’. La maggior parte di noi, e parlo solo dei professionisti (cioè gli artisti-artisti che fanno arte-arte) perchè altrimenti non c’è più fine, è tagliata completamente fuori dal mercato main stream però cerca e trova il modo di tirare avanti, perchè non ne può fare a meno, perchè non c’è alternativa, perchè questo è quello che siamo, quello che sappiamo fare, quello che vogliamo fare, il nostro lavoro.

Ci sentiamo dire che siamo fortunati perchè facciamo quello che ci piace, che ci “divertiamo”, che non facciamo niente tutto il giorno. Che siamo fortunati lo ripeto perchè è bello sentirselo dire quando subito dopo ti senti chiedere: “…e per vivere come fai?” Però è vero, siamo fortunati. Perchè abbiamo capito chi siamo e andiamo avanti lo stesso e se ci guardiamo indietro non abbiamo rimpianti.

E poi siamo fortunati perchè qualcuno si è inventato gli standard dell’arte concettuale contemporanea!

Si perchè l’incomprensibile è interpretabile. Cosa vuol dire? Vuol dire che abbiamo inventato un sistema intellettuale per tirare a campare. Vuol dire che abbiamo imparato a giustificare le operazioni speculative con le quali noi, artisti puri pregni di ideale, ci compromettiamo al misero scopo di procacciare il denaro che ci permette di pagare affitti e vita, che ci permette di pagare la possibilità di lavorare. L’arte concettuale è un’arte complementare. Il lavoro sporco. Il paycheck. Mi spiego meglio. Tutti gli artisti possono fare arte concettuale perchè l’arte concettuale, per quel che è diventata, non esiste.

 

The incomprehensible work

is interpretable.

 

WHO INVENTED THE CONCEPTUAL STANDARDS?

Do you believe that Botticelli was jealous of Michelangelo? Do you believe that Botticelli was a bit older (30 years difference) and had had its days at the Medici court, however, imagine the ego of the artist replaced by a youngster with high hopes. Do you believe that Leonardo as well had reason to off worst with Michelangelo, Leonardo also was older (23 years old) and even if the master of Vinci had nothing to envy to the young Buonarroti due to a serie of unfortunate circumstances the affairs of the latter sometimes got stucked between the legs of the older. And yet Raffaello (sorry I don’t believe in the translation of the names), who was eight years younger, when it was about the great inspirator, he wasn’t that much at ease, as they say. (Questionable information stolen from Superquark)

What do we want to say with this? We want to say that even when the artists were just four cats, they scratched each other for that fish bone that is fame, honor, prestige, glory and supremacy.

By the way, wouldn’t this be a great text if there were a proper translation?

Now what happens? It happens that we are millions! And there we have to invent every day something in order to maintain the semblance of the status of I EXIST. Most of us, and I speak only about professionals (I mean: the artists-artists who make art- art because otherwise there ‘d be no end), are cut completely out of the main stream market, however, we seek and find a way to get by, because we can not do anything else, because there is no alternative, because this is what we are, what we do, what we want to do. Our job.

We are told that we are lucky because we do what we like, that we “have fun”, that we do not do anything all day long. I repeat that we are lucky because it is good to hear it when you are immediately asked after: “…and what do you do to live?” But it’s true, we’re lucky. Because we know who we are and we go ahead anyway and if we look back we have no regrets.

And YES we’re lucky because someone has invented the standards of the conceptual contemporary art!

Yes because the incomprehensible work is interpretable. What does it mean? It means that we have invented an intellectual system for pulling a living. It means that we have learned to justify speculative operations through which we, artists steeped in pure ideals, we began to compromise in order to procure the money that allows us to pay rents and life, which allows us to pay for the chance to work.

Conceptual art is a complementary art. The dirty job. The paycheck. Let me explain. All the artists can produce conceptual art because, for what conceptual art has become, it does not exist.

 


 

Non sto dicendo che l’arte concettuale degli anni sessanta non esista. E’ esistita, e aveva un senso, è ovvio. Io credo che Joseph Kosuth sia un grande teorico e artista e che lui e la sua scuola abbiano dato molto alla storia dell’arte ma non è questo il punto delle mie considerazioni. Voglio riportare dei semplici fatti:

Nel 1968 Kosuth pubblica il testo “L’arte dopo la filosofia” dove descrive l’arte concettuale degli anni sessanta.

Nel 1975 pubblica l’articolo “1975”* e da qui estraggo solo una frase: “Com’è tipico dei più recenti “movimenti” artistici, anche l’arte concettuale ha avuto una vita relativamente breve.” Poi lui continua l’articolo spiegando come si sta sviluppando che pieghe sta prendendo e azzarda delle previsioni su quello che sarà. Se ti va di leggere il libro io lo consiglio, ne vale assolutamente la pena.

Quello che mi preme sottolineare è che Kosuth ha scritto il secondo articolo solo sette anni dopo il precedente e già afferma che il movimento dell’arte concettuale è “finito”. Allora io mi domando come mai oggi nel 2013, trentotto anni dopo, l’arte concettuale continua ad essere propinata al di fuori del suo contesto originale?

La mia risposta è quella proposta sopra: l’arte concettuale contemporanea è o potrebbe essere l’escamotage che ci permette di pagare l’affitto, in teoria. Vediamo come. L’arte ufficiale è diventata il mercato dell’arte, l’arte che si vende. L’arte-arte si fa in studio e non segue le regole di mercato. Tutti gli artisti-artisti fanno arte-arte. Tutti gli artisti-artisti possono, se vogliono, fare arte concettuale come la si intende nel contemporaneo.

Ora, il mercato dell’arte, che pensaaiguadagniper natura intrinseca, sta già sfruttando la gallina dalle uova d’oro concettuale dagli anni sessanta. Le più importanti gallerie, musei, biennali, triennali e quinquennali sguazzano nell’incomprensibile mare del concetto liquido ermetico. Te lo danno a bere zuccherandolo di intellettualismi farciti di tomi dalla terminologia ostica ai più. Te lo vendono. Il mercato dell’arte pullula di artisti-artistoidi che spacciano il bicchiere mezzo vuoto per mezzo vuoto.

Perchè non cavalcare lo tsunami in cresta anche noi, artisti-artisti dell’abisso? Sarà sempre meglio che andar a lavar piatti no? E allora facciamolo! Risolviamo l’estrema crisi della crisi perenne dell’artista-artista che non vende perchè spesso l’acquirente danaroso è un pargolo approssimativo. Noi che siamo artisti-artisti diamo a prescindere un plusvalore al bicchiere mezzo vuoto perchè la nostra dote innata di artista-artista trasforma l’opera vuota in un opera col senso del vuoto. Non didascalica ma percettiva. Il progetto “Nest Of Dust” non è altro che questo. Con tutto l’impegno messo per farlo diventare un fake alla fine la qualità è innegabile e tu ti sei portato a casa un oggetto dal valore esponenziato rispetto al prezzo che hai pagato. Complimenti a te e mannaggia a me. Però se venderò tutte le 225 copie non solo pagherò la stampa delle stesse ma pagherò anche due mesi d’affitto. Cosa non si fa…

 

I’m not saying that conceptual art of the sixties does not exist. It existed indeed, and it even had a sense, of course. I believe that Joseph Kosuth is a great theorist and artist and that he and his school have given much to the history of art, but that’s not the point of my consideration. I want to show some simple facts:

In 1968 Kosuth public the text “Art after Philosophy” where he describes the conceptual art of the sixties.

In 1975 he published the article “1975”* and from that article I’m extracting only one sentence: “As is typical of most recent ”movements“ of art, conceptual art also had a relatively short life.” Then he continues the article explaining how it is developing, which direction it is taking and he predicts about what it will be. If you like to read the book I would recommend it, it is absolutely worth it.

What I want to emphasize is that Kosuth wrote the second article only seven years after the previous one and he already states that the movement of conceptual art is “finished”. So I wonder why today in 2013, thirty-eight years later, conceptual art continues to be dished up out of its original context?

My answer is that proposed above: contemporary conceptual art is or could be the trick that allows us to pay the rent, in theory. Let’s see how. The official art has become the art market, art that sells itself. The art-art is made in the studio and it doesn’t follow the rules of the market. All artists-artists make art-art. All artists-artists may, if they wish, to make conceptual art as it is understood in the contemporary world.

Now, the art market, that has the function to “gain” for intrinsic nature, is already exploiting the goose that lays the conceptual golden eggs from the sixties. The most important galleries, museums, biennials, three and five-annuals wallow in the incomprehensible sea of liquid hermetic concept. They give it to you to swallow stuffing it of intellectualism and with tomes full of tricky terminology. They sell it to you. The art market is full of pseudo-artists who peddle the glass half empty as half empty.

Why don’t we ride the tsunami on the ridge too, artists-artists of the abyss? It will always be better than to go to wash dishes right? Then let’s do it! We’ll solve the extreme crisis of the perennial crisis of the artist-artist who does not sell because often the buyer is a wealthy approximate babe. We, artists-artists give an added value regardless of the glass as half empty because our innate gift of artist-artist transforms the work into an empty work with a sense of emptiness. Not didactic but perceptive. The “Nest Of Dust” is nothing more than this. With all the efforts made to make it a fake in the end the quality is undeniable and you have brought home an object with an exponential value than the price you paid. Congratulations to you and shame on me. But if I will sell all the 225 copies I will not only pay the printing but I will also pay two months’ rent. So you see, it’s a conceptual paycheck artwork…

 

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*Arte concettuale: un fallimento? da J. Kosuth, L’arte dopo la filosofia, costa&nolan, 2000

 


 

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BARBARA FRAGOGNA